Più di trenta manoscritti Newa, vecchi da duecento a ottocento anni, sono entrati in un archivio digitale aperto. L’UNESCO ha raccontato il risultato il 13 agosto, dopo l’evento conclusivo tenuto a Kathmandu l’8 agosto. Il progetto è stato realizzato con Archive Nepal e il sostegno del governo giapponese. [1]

Da novembre 2025 ad agosto 2026 hanno partecipato oltre cinquanta volontari di generazioni diverse. Molti giovani hanno imparato per la prima volta a leggere la scrittura dei propri antenati. I documenti provenivano da quattro luoghi della valle di Kathmandu, comprese raccolte private e templi comunitari di Patan. [1]

Le trascrizioni digitali sono consultabili su Wikisource e nella biblioteca di Archive Nepal. Testi fragili, finora accessibili soprattutto a pochi custodi e studiosi, possono così essere cercati e studiati da un pubblico più ampio. La conservazione coinvolge anche le persone capaci di leggere quelle scritture: un patrimonio che passa di mano, oltre che di formato. [1]