Il 26 agosto, alla conferenza ONU sulla desertificazione in Mongolia, l’iniziativa per la resilienza del Sahel ha ricevuto il riconoscimento World Restoration Flagship. Il programma, guidato dal World Food Programme, interessava oltre 335mila ettari in ripristino a giugno 2026 e aveva beneficiato più di quattro milioni di persone. [1][2]

Il lavoro interessa Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger. Recupero del suolo e gestione dell’acqua si affiancano a sostegno ai mezzi di sussistenza e pasti scolastici. La scheda del progetto descrive tecniche concrete: raccolta dell’acqua, agroforestazione, piccoli bacini nel terreno e barriere di pietra. [1][2]

Il premio riconosce risultati già raggiunti, mentre l’ampliamento previsto entro il 2030 resta un obiettivo. In una regione attraversata da conflitti e crisi alimentari, rendere di nuovo produttiva la terra offre alle comunità risorse per affrontare siccità e altri shock. [1][2]