Notizia del
ISPRA riferisce oltre 22 tonnellate di attrezzi da pesca recuperati da Strong Sea: 156 oggetti in 24 interventi nell’arco di cinque anni. [1]
Il progetto opera nel Golfo dell’Asinara e nella Sardegna nordoccidentale, per proteggere praterie di posidonia e habitat coralligeni. [2]
Il lato buono
È una rimozione concreta di materiali pericolosi, circoscritta all’area del progetto. [1][2]
Un’idea, in parole semplici
Una rete perduta può restare in mare. Strong Sea cerca e recupera attrezzi da pesca dispersi. Nel bilancio di cinque anni, ISPRA conta centocinquantasei oggetti recuperati durante ventiquattro interventi. Il peso totale supera le ventidue tonnellate. È un risultato accumulato nel tempo. [1]
Il lavoro riguarda il Golfo dell’Asinara e il mare della Sardegna nordoccidentale. Qui il progetto protegge anche la posidonia: una pianta marina che forma prati sott’acqua. Non è quindi un’alga, anche se vive nel mare. Immagina di liberare un prato da oggetti abbandonati. Il recupero aiuta quell’area, ma non significa che tutto il Mediterraneo sia ormai libero dagli attrezzi perduti. [2]
Una piccola scoperta da tenere
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I fatti, alla fonte.
- Progetto LIFE STRONG SEA ISPRA · 2 ott 2026
- Il Progetto Strong Sea LIFE · Data non indicata dalla fonte
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