In un aggiornamento del 24 settembre, UNESCO riferisce di aver formato in Sudan 72 partecipanti provenienti da 15 istituzioni del patrimonio culturale. Il lavoro di settembre riguarda le valutazioni rapide dei danni e dei rischi: raccogliere informazioni utili a proteggere ciò che resta e a preparare il recupero. [1]

La valutazione distingue il danno già avvenuto dai pericoli che potrebbero aggravarlo. La guida UNESCO-ICCROM per la formazione al recupero descrive osservazione, documentazione e analisi dei rischi, considerando anche la sicurezza delle persone. È un lavoro per professionisti: non un invito a entrare da soli in edifici danneggiati. [2]

UNESCO riferisce inoltre verifiche in 12 siti colpiti dal conflitto, con 15 professionisti nazionali al seguito, e la designazione di 10 esperti sudanesi come persone di riferimento per attività future. Si tratta di competenze e informazioni già raccolte, non di 12 restauri conclusi. Il conflitto e le necessità umanitarie restano il contesto di questo lavoro. [1]