Nel resoconto del 17 settembre, la FAO racconta come in Tunisia il granchio blu invasivo sia diventato anche una fonte di reddito. A Djerba, Fattouma Ben Chagra costruisce e ripara trappole: un’attività che funziona, ma non le garantisce pensione o assicurazione. [1]

Il programma SocPro4Fish ha raccolto dati, studiato gli ostacoli all’accesso alla protezione sociale e creato un comitato fra istituzioni, ricercatori e rappresentanti dei pescatori. La pagina del progetto descrive raccomandazioni e strumenti in sviluppo: non una copertura già estesa a tutti. [2]

Una nuova iniziativa con il Monterey Bay Aquarium intende proseguire questo lavoro, anche nelle Filippine, tenendo conto di redditi stagionali e shock ambientali. Il mercato del granchio ha aperto opportunità, senza eliminare la precarietà. [1][2]