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Acqua vicina, spazio da esplorare
Un campo sportivo rinnovato ad Agosta, Dragon in viaggio, spazio restituito al fiume Yare e acqua nelle case di Berehale. Chiudiamo con le stagioni di Urano.
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La voce è generata con AI. Il testo della puntata e le fonti sono qui sotto.
Il testo completo
Buongiorno, benvenuti a Positive Times del quattordici ottobre duemilaventisei. Oggi: un campo sportivo rinnovato, una capsula appena partita, un fiume con più spazio e l'acqua nelle case. Chiudiamo con le stagioni di Urano.
Ad Agosta un campo rinnovato, dagli spogliatoi al terreno di gioco
Cominciamo da Agosta, vicino a Roma. Il resoconto pubblicato il dodici ottobre dalla Città metropolitana documenta l'inaugurazione del campo sportivo comunale rinnovato. Il finanziamento è di un milione e centomila euro del PNRR. Un manto sintetico ha sostituito il terreno in pozzolana. Sono stati rinnovati anche drenaggio, irrigazione, illuminazione e recinzione. Il progetto comprende spogliatoi più efficienti dal punto di vista energetico e la rimozione di barriere architettoniche. Il risultato concreto è l'apertura dell'impianto. La riduzione dei costi di gestione resta un obiettivo: il comunicato non fornisce ancora risparmi misurati.
Dragon è partita con nuovi rifornimenti per la Stazione spaziale
Dalla terraferma passiamo all'orbita. Il tredici ottobre, alle sei e trentatré del mattino sulla costa orientale statunitense, un razzo Falcon nove ha lanciato Dragon da Cape Canaveral. La capsula non trasporta persone. Questa trentacinquesima missione commerciale di rifornimento SpaceX per la NASA porta oltre seimila e trecento libbre di esperimenti, materiali e rifornimenti verso la Stazione spaziale internazionale. L'attracco è previsto per il quindici ottobre, intorno alle undici del mattino, nello stesso fuso orario. Al momento della nostra edizione il carico è ancora in viaggio. Il lancio è verificato; la consegna deve ancora avvenire. Anche nello spazio, osserviamo noi, spedito e consegnato sono due parole diverse.
Nel Norfolk oltre sette ettari tornano a dialogare con il fiume
In Inghilterra, invece, il lavoro consiste nel restituire spazio all'acqua. Il resoconto del tredici ottobre descrive il recupero di oltre sette ettari a Keswick Marsh, nel Norfolk, lungo il fiume Yare. Nuovi stagni, pozze poco profonde e fossi rimodellati riconnettono il fiume ai terreni circostanti. L'acqua può espandersi in inverno; nei periodi asciutti il progetto punta a trattenerne una parte. Il Norfolk Rivers Trust segnala tritoni e libellule. Sono osservazioni incoraggianti, ma non una misurazione completa del recupero ecologico. Tre settimane di lavori sono state precedute da due o tre anni di preparazione. Il cambiamento sul terreno è concreto; per i risultati di lungo periodo serviranno altre osservazioni.
A Berehale l’acqua raggiunge le case di 900 famiglie
A Berehale, nella regione etiope di Afar, novecento famiglie hanno ricevuto un collegamento domestico alla rete idrica. Lo racconta un reportage UNICEF pubblicato il tredici ottobre. Il lavoro sostenuto dal programma PROSPECTS riguarda comunità rifugiate e ospitanti. Sono stati riabilitati pozzi esistenti, con pompaggio solare, due grandi serbatoi su terreno elevato e distribuzione ampliata. La rete continua a crescere. Il reportage segue una donna che ora ha un rubinetto nel proprio cortile: è un esempio concreto, non la misura della vita di tutte le famiglie. Gli allacci raggiunti finora non equivalgono a una copertura universale. Il nostro commento è semplice: certi progressi si riconoscono nelle cose quotidiane.
Urano: il pianeta che gira quasi sdraiato
La nostra piccola scoperta riguarda Urano. Non è una notizia di oggi, ma un modo per capire meglio un pianeta curioso. Secondo NASA, il suo asse di rotazione è inclinato di circa novantasette virgola settantasette gradi rispetto alla perpendicolare al piano dell'orbita. In pratica, gira quasi sdraiato. Un giorno dura circa diciassette ore, mentre un giro intorno al Sole richiede circa ottantaquattro anni terrestri. Ai poli questo crea stagioni lunghissime. A un polo, il buio può durare circa quarantadue anni terrestri. Non significa che tutto il pianeta sia sempre al buio. Un grande urto nel passato potrebbe spiegare l'inclinazione: è un'ipotesi, non una certezza.
Trovate tutte le letture, le fonti e le date nell'edizione del quattordici ottobre di Positive Times. Grazie per l'ascolto, e a domani.