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L’8 ottobre sono entrati in produzione EOSC Italy e European Digital Twin Ocean, due nodi della European Open Science Cloud. Nel resoconto del 12 ottobre, il CNR spiega che guida il nodo oceanico attraverso l’istituto Isti e partecipa a quello italiano, coordinato dal centro nazionale ICSC. La federazione conta 14 nodi operativi e oltre 120 servizi scientifici. [1]
La rete permette ai ricercatori di trovare e combinare dati, strumenti di analisi e capacità di calcolo di istituzioni diverse, con regole condivise e responsabilità dei dati mantenuta dalle organizzazioni che li gestiscono. Il nodo oceanico aggrega oltre dieci milioni di dataset; quello italiano integra anche archivi, cataloghi, calcolo e formazione. Altri 14 nodi sono in preparazione: non vanno confusi con quelli già operativi. [1]
Il lato buono
Il passaggio alla produzione mette a disposizione risorse utilizzabili per la ricerca, invece di lasciare la collaborazione al solo annuncio. [1]
Un’idea, in parole semplici
Chi fa ricerca usa dati e strumenti che spesso si trovano in istituti diversi. Per lavorare insieme serve un modo per trovarli e utilizzarli. Dall’8 ottobre sono operativi due nuovi punti di accesso della rete europea EOSC: quello italiano e quello dedicato all’oceano. Il CNR guida il secondo e partecipa al primo. La rete conta 14 nodi attivi. [1]
Un nodo è una parte collegata a una rete più grande. Qui offre risorse come archivi, programmi di analisi e potenza dei computer. Come esempio, immagina biblioteche diverse che permettono di cercare i loro cataloghi insieme, pur continuando a gestire i propri libri. Nella rete scientifica, le organizzazioni mantengono la responsabilità dei dati. Altri 14 nodi sono in preparazione: non sono ancora tutti operativi. [1]
Una piccola scoperta da tenere
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I fatti, alla fonte.
- Dati e servizi per la ricerca europea: il contributo del CNR alla Federazione EOSC Consiglio Nazionale delle Ricerche · 12 ott 2026
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