Nel rapporto pubblicato il 24 settembre, ISTAT stima che il 62,9% delle imprese dei settori industriali e dei servizi osservati, con almeno dieci addetti, abbia svolto attività innovative nel 2022–2024: 4,3 punti percentuali in più rispetto al 2020–2022. L’aumento riguarda le piccole imprese, mentre le quote di medie e grandi diminuiscono leggermente. Sono dati di quegli anni, non una fotografia del settembre 2026. [1]

Innovare non significa soltanto lanciare un prodotto mai visto. Il rapporto comprende cambiamenti nei metodi di produzione, nell’organizzazione del lavoro e nei sistemi informativi. La misura generale include attività concluse, ancora in corso o abbandonate: la quota che ha introdotto con successo almeno un’innovazione è distinta, pari al 60,8%. [1][2]

La crescita non cancella le difficoltà. Il 24,6% delle imprese con attività innovative segnala carenze di denaro o personale. Inoltre, fra chi ha introdotto innovazioni di prodotto o processo, il 37,2% riporta innovazioni con benefici ambientali: una quota in calo rispetto al periodo precedente. Più innovazione, dunque, non significa automaticamente più sostenibilità. [1]