Il 4 novembre, a sessant’anni dall’alluvione del 1966, UNESCO e Fondazione Giorgio Cini hanno annunciato la digitalizzazione degli archivi sulla salvaguardia di Venezia. Il lavoro durerà due anni e riguarda circa 110mila documenti, oltre a una raccolta con circa 6mila fotografie e materiali audiovisivi. L’accesso sarà progressivo: l’intero fondo non è già consultabile online. [1]

Il progetto 2026–2028 unisce conservazione digitale, ricerca e formazione. Prevede tre borse annuali per studenti e giovani ricercatori e una fellowship per un giovane artista digitale. Il materiale racconta restauri, decisioni e cooperazione internazionale: digitalizzare significa anche conservare il contesto di ogni documento, non soltanto fotografarne le pagine. [2]