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Il giorno in ascolto · 23 settembre 2026
Disegnare la scienza a Firenze, stampanti riutilizzate nelle scuole, nuovi spazi a Centocelle e sostegno agricolo ad Haiti. Poi la Drosera capensis e le sue gocce adesive. Sintesi dell’edizione del 23 settembre, con narrazione sintetica assistita da AI.
Qualche minuto di buone notizie.
La voce è generata con AI. Il testo della puntata e le fonti sono qui sotto.
Il testo completo
Benvenuti a Positive Times, edizione del ventitré settembre duemilaventisei. Oggi partiamo da disegni che raccontano la scienza, incontriamo stampanti che tornano utili e una pista dove si può giocare. Poi guardiamo a un aiuto concreto ad Haiti e a una pianta sorprendente. La voce è sintetica, generata con intelligenza artificiale. Il racconto riprende gli articoli del giornale, con le loro fonti e i loro limiti.
A Firenze la ricerca si fa disegnare dagli studenti
Come si disegna una ricerca? A Firenze circa quaranta studenti ci hanno provato insieme a cinque insegnanti e trenta ricercatori. Tra gennaio e maggio hanno trasformato temi scientifici in immagini: per esempio, il riciclo della plastica e la luce che rende troppo luminoso il cielo notturno. Il progetto si chiama Illustra la Scienza. Il programma degli organizzatori indica una mostra gratuita a Palazzo Bastogi dal ventitré al venticinque settembre. I disegni sono nati dal confronto con chi fa ricerca. Sappiamo come è stato organizzato il percorso; non abbiamo misure di quanto abbia migliorato l’apprendimento. Una battuta della redazione: questa volta, disegnare durante la spiegazione era proprio il compito assegnato.
Sedici stampanti 3D cambiano banco: dal deposito alle scuole
Ora andiamo a Los Angeles. Una stampante tridimensionale costruisce oggetti partendo da un disegno al computer. L’università UCLA aveva aggiornato le proprie attrezzature, ma alcune delle macchine precedenti funzionavano ancora. Nel resoconto del ventidue settembre racconta dieci stampanti donate alle scuole nell’inverno del duemilaventisei e altre sei in primavera. Sono sedici donazioni già avvenute, non consegne fatte tutte ieri. Gli studenti universitari hanno accompagnato le macchine con laboratori pratici di due ore, strumenti e ricambi. Il risultato documentato è questo: attrezzature e formazione a disposizione delle scuole. Non sappiamo ancora quanto abbiano cambiato i risultati degli alunni. La nostra lettura: riusare significa anche insegnare a usare e a riparare.
Centocelle, sulla vecchia pista adesso si gioca
A Roma, invece, una vecchia pista cambia mestiere. Il ventidue settembre sono stati inaugurati nuovi spazi sportivi e una piazza verde nel Parco di Centocelle. Sulla pista dell’ex aeroporto si può giocare a basket, pallavolo e ping pong. Un ex parcheggio è diventato una piazza di circa quattromilacinquecento metri quadrati, con panchine, vegetazione e giochi d’acqua che riutilizzano l’acqua in circolo. È una fase conclusa del recupero, non la fine di tutti i lavori. Restano interventi, fra cui il nuovo accesso da via Papiria. Il progetto comunale punta a collegare meglio il parco ai quartieri vicini. Per noi della redazione, il passo concreto è restituire spazio agli incontri; la cura nel tempo resta importante.
Ad Haiti gli aiuti fanno spazio anche alla prossima semina
Ad Haiti parliamo di famiglie che affrontano una grave emergenza alimentare. La FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di alimentazione e agricoltura, ha raccontato il diciassette settembre un sostegno agricolo in corso per circa tredicimila famiglie, equivalenti a circa sessantacinquemila persone, in dieci comuni. Sono dati dell’organizzazione che realizza il progetto. L’idea è aiutare le persone anche a tornare a produrre cibo localmente. Altri aiuti, fra cui oltre centosessantamila piccoli animali, sono previsti per una fase successiva: non sono consegne già completate. Violenza, instabilità economica e difficoltà nei rifornimenti continuano a pesare. Questo sostegno non significa che la crisi sia finita, e non garantisce da solo i raccolti futuri.
Drosera: la rugiada che in realtà è una trappola
La piccola scoperta di oggi riguarda Drosera capensis, una pianta originaria della regione del Capo, in Sudafrica. Sulle foglie lunghe e strette brillano minuscole gocce. Sembrano rugiada, ma sono una sostanza appiccicosa prodotta da ghiandole, piccole strutture della foglia. Possono trattenere gli insetti. Kew descrive così il meccanismo generale delle drosere: dopo la cattura, sostanze chiamate enzimi scompongono la preda, rendendo disponibili nutrienti che la pianta può assorbire. La parte che cattura è la foglia specializzata, non il fiore rosa. Non c’è una bocca con denti. È una spiegazione botanica già documentata, non una scoperta scientifica annunciata oggi. La nostra proposta: davanti a un’immagine, separa quello che vedi da quello che hai imparato leggendo. Le gocce si vedono; il loro funzionamento va studiato.
Era Positive Times, edizione del ventitré settembre duemilaventisei. Nella pagina della puntata trovi il testo completo, gli articoli e le fonti. Grazie per l’ascolto. Porta con te una domanda: quale cosa che sembrava aver finito il suo compito potrebbe avere una seconda vita?