Bruno Munari, artista e designer italiano, costruiva composizioni sospese di materiali leggeri. Le sue macchine inutili si muovono con l’aria e cambiano rapporti fra forme, luce e ombra. Al Centre Pompidou ne è conservato un esemplare datato intorno al 1949: una piccola coreografia affidata all’ambiente. [1]
Il nome è ironico: queste opere hanno una funzione estetica, invece di svolgere un compito pratico. Un esercizio nostro: osservare per un minuto un oggetto sospeso e seguire la sua ombra. Non occorre misurarne la produttività. Anche gli occhi possono fare qualcosa che non finirà in un foglio di calcolo. [2]
Da portarsi viaDa ricordare: guardare con attenzione è già un’attività, anche senza un risultato da consegnare.
Leggi le fonti (2)
- Macchina Inutile (Machine inutile) Centre Pompidou · consultata il 8 set 2026
- Useless machine Musei di Genova · consultata il 8 set 2026
Testo e illustrazione originali realizzati con assistenza AI. Il nostro metodo editoriale
Altre letture in Design