Una poltrona normalmente arriva con un verdetto incorporato: questo è il sedile, quello è lo schienale. Con la Tube Chair, progettata nel 1969, Joe Colombo rende meno rigida questa divisione. Quattro cilindri cavi imbottiti diventano gli elementi di una seduta che può assumere configurazioni differenti. Il nome non nasconde il principio: prima di vedere una poltrona completa, possiamo riconoscere i pezzi e immaginare il rapporto che li tiene insieme. [1][2]
Il produttore Cappellini descrive elementi intercambiabili, posizionabili e collegabili in più modi. La scoperta centrale non è che ogni forma sia possibile, ma che una parte della disposizione venga lasciata aperta. Immaginiamo, come esempio redazionale, di guardare gli stessi cilindri prima come appoggi separati e poi come un insieme: la funzione emerge anche dalle relazioni. Cambiare la posizione di un componente può cambiare come ci avviciniamo all’oggetto. [1]
Le date e i materiali richiedono precisione. Il Vitra Design Museum distingue il progetto del 1969 dall’esemplare prodotto da Flexform tra il 1970 e il 1979 e ne elenca componenti plastici, imbottitura e parti metalliche. La scheda attuale di Cappellini presenta una riedizione con tecniche contemporanee. Non mescoliamo le due descrizioni per inventare un esemplare senza tempo: il principio progettuale può continuare, mentre produzione e materiali appartengono a versioni determinate. [2][1]
La parola modulare diventa concreta quando indica parti e collegamenti riconoscibili. Nella nostra lettura, il tubo non è soltanto una decorazione ripetuta: è un elemento che contribuisce alla disposizione. Pensiamo, per confronto redazionale, a quattro cuscini sciolti su un pavimento: somigliarsi non basta a trasformarli nella Tube Chair. Un progetto comprende anche dimensioni, imbottitura e modalità di fissaggio, che una fotografia non sostituisce e un disegno editoriale non certifica. [1]
Questo è anche il limite dell’entusiasmo per la flessibilità. Le fonti documentano una seduta riconfigurabile, non una soluzione adatta a ogni corpo o a qualsiasi attività. Sarebbe scorretto promettere benefici posturali o sostenibilità soltanto perché un oggetto ha pochi componenti visibili. Possiamo invece osservare una scelta precisa: la forma finale non viene trattata come l’unico risultato ammesso. L’utente incontra un margine di scelta, dentro un sistema effettivamente progettato. [1][2]
La nostra illustrazione mette in evidenza quattro cilindri, con colori editoriali: non riproduce un rivestimento commerciale né fornisce un’istruzione di montaggio. La domanda da portare nella stanza è più semplice di una rivoluzione dell’arredamento. Quali cose sono costruite per una sola disposizione, e quali permettono un aggiustamento sensato? Il lavoro di Colombo invita a guardare non soltanto l’oggetto fermo, ma anche le possibilità che il suo progetto lascia aperte. [1]
Da portarsi viaGuarda una seduta come un insieme di parti: quali si possono regolare, e quali relazioni restano fissate dal progetto?
Un’idea, in parole semplici
Joe Colombo progettò la Tube Chair nel 1969. È una seduta composta da quattro cilindri cavi imbottiti, cioè tubi con una parte morbida all’esterno. Gli elementi possono essere collegati e disposti in modi diversi. Questo permette di cambiare la configurazione della seduta. È un esempio di progetto modulare: più parti riconoscibili formano un insieme. Non significa che qualsiasi gruppo di tubi diventi una poltrona sicura. Contano dimensioni, materiali e collegamenti studiati dal progettista. Immagina di osservare quattro pezzi separati e poi la seduta completa: la posizione dei pezzi cambia il risultato. Le versioni prodotte in epoche diverse possono avere materiali diversi. La nostra immagine aiuta a riconoscere l’idea, ma non è una guida per costruire o montare una poltrona. [1][2]
Una piccola scoperta da tenere
Che cosa hai scoperto?
Leggi le fonti (2)
- Tube Chair · Joe Colombo · 1969 Cappellini · consultata il 24 ott 2026
- Tube Chair, Joe Colombo, design 1969, inventory MIT-1009-1 Vitra Design Museum · consultata il 24 ott 2026
Testo e illustrazione originali realizzati con assistenza AI. Il nostro metodo editoriale
Altre letture in Design