FilosofiaApprofondimento

Iris Murdoch: possiamo cambiare il modo di guardare una persona

Prima di scegliere come comportarci, conta ciò che riusciamo a vedere negli altri: anche un giudizio può essere riconsiderato.

Due personaggi di fantasia conversano a un tavolo: uno ha chiuso un libro per ascoltare. Scena editoriale sul tema dell’attenzione.
Positive Times · ImageGen · Illustrazione assistita da AI

Iris Murdoch, filosofa e romanziera del Novecento, invita a interrogare il modo in cui vediamo gli altri. Nella sua riflessione morale non contano soltanto le decisioni visibili: anche l’attenzione e la vita interiore hanno importanza. La nostra domanda di partenza è semplice: se abbiamo già deciso che una persona è antipatica, quali aspetti di lei rischiamo di lasciare fuori dalla storia? [1]

Un suo esempio riguarda una madre e la nuora. La madre comincia da giudizi ostili, poi mette in discussione la propria gelosia e i propri pregiudizi. Non è la nuora a trasformarsi per darle ragione: cambia lo sguardo della madre. Il filosofo Christopher Cordner sottolinea che, per Murdoch, questa attenzione non consiste soltanto nel raccogliere dettagli: riguarda anche il modo giusto e premuroso di rivolgersi a qualcuno. [2]

Le immagini del vedere, del guardare e dell’attenzione non hanno però un significato filosofico del tutto pacifico. La presentazione di un convegno dell’Università di Oxford del 2018 ricorda il confronto fra gli studiosi su questo tema. Proponiamo quindi una porta d’ingresso, non una formula che riassuma tutta Murdoch. Prestare attenzione non garantisce di conoscere perfettamente un’altra persona, né ci permette di decidere al suo posto che cosa prova. [3]

Ecco una situazione inventata dalla redazione. Durante un lavoro di gruppo, un compagno parla poco. Noi lo definiamo subito disinteressato. Potremmo fermarci e chiedere se ha una proposta, lasciandogli il tempo di rispondere. Potremmo anche offrirgli un modo diverso per partecipare. Non sappiamo in anticipo perché taccia: la piccola svolta consiste nel non ridurlo alla nostra prima etichetta. Lui può sorprenderci, oppure correggere la domanda stessa. [2]

Nel nostro esempio, cambiare attenzione non vuol dire inventare una spiegazione rassicurante e trattarla come vera. Scriviamo invece due colonne: ciò che abbiamo osservato e ciò che abbiamo supposto. Nella prima entra ha parlato poco; nella seconda non gli importa nulla. Possiamo poi aggiungere una domanda rispettosa. L’esercizio non è un metodo di Murdoch riportato dai libri: è una proposta editoriale per esplorare il problema che la sua filosofia ci pone. [1]

Infine proviamo a raccontare la stessa scena a qualcuno senza assegnare subito ruoli di buono e cattivo. Quali particolari abbiamo scelto? Quali parole potrebbero essere troppo pesanti? La lettura lascia spazio anche al disaccordo: possiamo discutere se il nostro racconto sia diventato più giusto oppure soltanto più indulgente. Non serve avere l’ultima parola per cominciare. Serve accettare che l’altra persona non sia un personaggio scritto interamente da noi. [3]

Da portarsi viaRipensa a un giudizio rapido. Separa un fatto osservato da una tua interpretazione e formula una domanda che lasci davvero spazio alla risposta.

Una piccola scoperta da tenere

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Che cosa possiamo fare davanti a un giudizio troppo rapido?
Leggi le fonti (3)
  1. Iris Murdoch Stanford Encyclopedia of Philosophy · consultata il 30 set 2026
  2. To see “justly and lovingly”: What did Iris Murdoch mean by attention? Christopher Cordner · ABC Religion & Ethics · consultata il 30 set 2026
  3. Moral Perception in Iris Murdoch University of Oxford · Faculty of Philosophy · consultata il 30 set 2026

Testo e illustrazione originali realizzati con assistenza AI. Il nostro metodo editoriale

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