Lamezia, il Museo Lametino prepara la riapertura di oggi
La riapertura è prevista il 24 ottobre alle 11: spazi rinnovati e interventi per ridurre barriere fisiche e cognitive.
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Dall’archivio: la selezione pubblicata il , con le fonti e le date originali di ogni notizia. Leggi l’ultima edizione.
La musica del giorno ·La riapertura è prevista il 24 ottobre alle 11: spazi rinnovati e interventi per ridurre barriere fisiche e cognitive.
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Gavi e UNICEF annunciano un prezzo di 5,50 euro a dose, subordinato a passaggi produttivi e regolatori ancora da completare.
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Il programma del 23–24 ottobre lascia i peluche fra gli scaffali e riunisce i bambini in biblioteca il mattino seguente.
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Il Comune annuncia l’inaugurazione per il 26 ottobre: due medici di medicina generale lavoreranno in collegamento con l’infermiere territoriale.
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Dal 23 ottobre l’Irlanda è vincolata alla convenzione UNESCO: valutazioni più eque e trasparenti, senza equivalenza o ammissione automatica.
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Design · Filosofia · Piante · Curiosità · Parole · Cibo · Culture e popoli. Idee da guardare più da vicino.

La Tube Chair separa una poltrona in elementi riconfigurabili: una piccola lezione su come progettare possibilità senza fissare un’unica posizione.
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Una tazza diventa un esercizio di attenzione: Okakura invita a leggere le circostanze, senza trasformare il cambiamento in una formula universale.
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Nel Cyclamen persicum il fiore rovescia le nostre aspettative: la corolla si piega, mentre il tubero segue un ritmo stagionale.
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Il bordo di un foglio assorbente tocca l’acqua: tra le fibre, forze minuscole rendono visibile un movimento che sembra controcorrente.
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Dal verbo greco del delimitare alle possibilità della mente: la stessa parola italiana passa dal paesaggio alle prospettive senza perdere il confine.
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Il guscio dell’arachide nasconde semi, ma la pianta aggiunge una sorpresa: il frutto matura nel terreno dopo una fioritura all’aria.
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Nelle comunità della Papua indonesiana, borse di fibre e tecniche diverse collegano il trasporto quotidiano alla trasmissione di conoscenze e identità.
Leggi l’approfondimentoIllustrazioni originali realizzate con assistenza AI. Fatti e fonti restano in chiaro.
Ingrandisci il grafico Nel 2012 il 21,3% della popolazione in Italia dichiarava di non potersi permettere di mantenere adeguatamente calda la casa. Nel 2025 la quota è l’8,6%. Nella serie dell’Unione europea a 27 paesi i valori degli stessi due anni sono l’11,2% e l’8,8%. Il grafico mostra tutti gli anni dal 2010 al 2025: il miglioramento italiano rispetto al picco del 2012 non è un calo continuo, e non cancella la difficoltà ancora dichiarata. [1]
L’indicatore Eurostat proviene dall’indagine EU-SILC e misura risposte dichiarate, non la temperatura nelle stanze. La popolazione di riferimento vive in famiglie private; le persone negli istituti sono generalmente escluse. La serie UE usa la composizione a 27 paesi e segnala come stime i valori 2010–2018. Questi dati descrivono il 2025, non l’inverno 2026, e da soli non spiegano le cause dei cambiamenti. [1][2][3]
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