Una stella marina può sembrare un disegno appoggiato sul fondo, ma è un animale in movimento. Non è un pesce: appartiene agli echinodermi, il gruppo che comprende anche ricci di mare e cetrioli di mare. Per spostarsi usa piccoli pedicelli, cioè appendici simili a tubicini, situati sul lato inferiore del corpo. Dall’alto è facile non accorgersene. [1]
Il movimento coinvolge muscoli e liquido. La spiegazione dell’acquario scientifico di Woods Hole descrive piccoli piedi che si allungano grazie alla pressione dell’acqua nel sistema interno. Non sono zampe con ossa e ginocchia come le nostre. Molte azioni piccole, distribuite lungo il corpo, contribuiscono allo spostamento dell’animale: il gesto importante resta quasi nascosto sotto le braccia. [2]
C’è poi il problema di fare presa. Una ricerca del 2008 su Asterias rubens ha studiato il materiale adesivo prodotto dai pedicelli. Dopo il distacco rimanevano minuscole impronte sulla superficie, esaminate con diversi microscopi. Per questa specie parlare soltanto di ventose sarebbe quindi incompleto: entrano in gioco secrezioni adesive. Lo studio riguarda un animale preciso, non ogni dettaglio di tutte le stelle marine. [3]
Anche forme e impieghi dei pedicelli variano. Uno studio comparativo su quattordici specie descrisse più tipi di estremità, collegati a funzioni come movimento, fissaggio o scavo. Il piccolo piede che vediamo in una fotografia non è dunque un modello identico per tutti. Questa varietà è il motivo per cui una spiegazione generale deve lasciare spazio alle differenze tra specie e ambienti. [4]
Una testimonianza concreta viene da NOAA Ocean Exploration: durante una spedizione del 2018 nel Golfo del Messico fu filmata Dytaster insignis mentre si spostava sul fondale con i pedicelli. Il filmato documenta quell’osservazione, non una gara di velocità. Guardarlo lentamente aiuta a separare il profilo delle braccia dai piccoli movimenti che fanno avanzare il corpo. [5]
La redazione propone un confronto immaginario: disegniamo una grande stella di carta e, sotto ciascun braccio, tante piccole frecce. Non abbiamo costruito un animale né spiegato tutta la sua coordinazione. Abbiamo però reso visibile una domanda: quale parte tocca il terreno e quale parte viene trasportata? Possiamo seguire lo stesso metodo guardando il video, senza prendere o girare un animale vivo per controllarlo. La curiosità può restare attenta anche a distanza. [1][5]
Da portarsi viaOsserva prima la sagoma e poi il punto di contatto con il fondo. Descrivi che cosa cambia: cercare un dettaglio piccolo può trasformare la comprensione di una figura familiare.
Un’idea, in parole semplici
La stella marina è un animale, ma non è un pesce. Sotto il corpo ha molti piccoli tubi chiamati pedicelli. La aiutano a muoversi. Guardandola dall’alto, possiamo non notarli. [1]
Muscoli e pressione dell’acqua aiutano questi piedini ad allungarsi. In una specie chiamata Asterias rubens, i ricercatori hanno studiato anche un materiale adesivo che permette di fare presa. Stelle marine diverse possono avere piedi di forme diverse. [2][3][4]
Immagina una stella di carta con piccole frecce sotto le braccia. Questo esempio della redazione indica dove guardare; non è un vero modello dell’animale. Nel filmato di NOAA puoi osservare una stella che attraversa il fondale. Cerca i piccoli movimenti sotto la sua sagoma. Possiamo imparare guardando, senza girare un animale vivo per controllarlo. [1][5]
Una piccola scoperta da tenere
Che cosa hai scoperto?
Leggi le fonti (5)
- Are starfish really fish? NOAA Ocean Service · consultata il 21 set 2026
- Woods Hole Science Aquarium FAQs: How do sea stars move? NOAA Fisheries · consultata il 21 set 2026
- Micro- and nanostructure of the adhesive material secreted by the tube feet of the sea star Asterias rubens Journal of Structural Biology; Université de Mons repository · consultata il 21 set 2026
- Comparative histological and immunohistochemical study of sea star tube feet Journal of Morphology; Université de Mons repository · consultata il 21 set 2026
- Speed Star — Gulf of Mexico 2018 NOAA Ocean Exploration · consultata il 21 set 2026
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