FilosofiaApprofondimento

Mary Wollstonecraft, studiare per scegliere

Per la filosofa l’educazione doveva coltivare autonomia e giudizio: bambine e bambini avrebbero dovuto imparare insieme a scuola.

Scena concettuale: Mary Wollstonecraft con un libro aperto e una bambina e un bambino che studiano allo stesso tavolo; le pagine sono senza testo.
Positive Times · ImageGen · Illustrazione assistita da AI

Nel 1792 Mary Wollstonecraft pubblica A Vindication of the Rights of Woman e mette l’educazione al centro di un problema politico: come possono le donne agire da persone autonome se vengono preparate soprattutto a dipendere dal giudizio altrui? La richiesta riguarda capacità di ragionare, possibilità di mantenersi e partecipazione alla vita comune. [1]

Nella dedica a Talleyrand l’argomento mette alla prova la coerenza dei diritti proclamati. Se la ragione permette agli esseri umani di giudicare e scegliere, escludere le donne richiede una giustificazione: la consuetudine non basta. Wollstonecraft non chiede soltanto gentilezza da parte di chi comanda. Contesta che una metà dell’umanità possa decidere in via esclusiva il bene dell’altra. [2]

Nel capitolo XII propone scuole diurne organizzate dal governo. Dai cinque ai nove anni dovrebbero essere gratuite e aperte a bambine e bambini di ogni classe sociale. Il programma comprende lettura, scrittura, aritmetica, storia naturale ed esperimenti; il movimento all’aperto conserva spazio. Studiare insieme significa anche incontrare coetanei con cui discutere, invece di ricevere soltanto risposte da adulti autorevoli. [2]

L’indipendenza, in questa prospettiva, richiede esercizio. Nel capitolo XI l’autrice critica l’obbedienza pretesa soltanto in nome dell’autorità del genitore. Comprendere una ragione e piegarsi a una volontà sono operazioni diverse. La relazione educativa dovrebbe preparare a valutare i consigli, anche quando provengono da una persona amata: affetto e giudizio non devono escludersi. [2]

Il progetto conserva però limiti storici precisi. Dopo i nove anni Wollstonecraft distingue percorsi legati al futuro mestiere, alle capacità e alla condizione economica; prevede inoltre attività pomeridiane femminili come cucito e confezione degli abiti. La sua scuola mista non coincide dunque con un sistema contemporaneo pienamente egualitario. Leggere questi passaggi evita di trasformare una pensatrice del Settecento in una portavoce del presente. [2]

La Stanford Encyclopedia of Philosophy ricorda che l’autonomia cercata dall’autrice comprendeva risorse interiori e competenze per vivere senza sposarsi per necessità economica. Nella nostra lettura, questo cambia la domanda rivolta all’istruzione: oltre a domandarci quanto una persona sa, possiamo chiederci quali decisioni può prendere davvero. Un diploma appeso alla parete non risponde da solo. [1]

Proponiamo un esempio della redazione: due persone confrontano un’offerta di lavoro. Una elenca i vantaggi, l’altra deve poter chiedere prove, individuare costi nascosti e dissentire senza perdere la conversazione. Non è un episodio della vita di Wollstonecraft, ma un modo per mettere al lavoro la distinzione tra approvazione e giudizio. L’esercizio riesce quando chi spiega accetta di dover spiegare meglio, non quando ottiene subito ragione. [2]

Da portarsi viaQuando insegni qualcosa, lascia spazio a un’obiezione motivata. Domanda quali ragioni potrebbero farti cambiare idea: l’autonomia si esercita anche dalla parte di chi insegna.

Leggi le fonti (2)
  1. Mary Wollstonecraft Stanford Encyclopedia of Philosophy · consultata il 15 set 2026
  2. A Vindication of the Rights of Woman — dedica e capitoli XI–XII (1792) Mary Wollstonecraft · Project Gutenberg · consultata il 15 set 2026

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